PRODURRE CAPI DI ABBIGLIAMENTO ECO-SOSTENIBILI CON FIBRE NATURALI E ORGANICHE

Pubblicato: 08/11/2017 17:21:06
Categoria: Press/Parlano di noi

INTERVISTA CON Manuela De Sanctis
(Ideatrice dell’azienda tessile eco-sostenibile ‘Rétro eco à porter’)      
 

“PRODURRE CAPI DI ABBIGLIAMENTO ECO-SOSTENIBILI CON FIBRE NATURALI E ORGANICHE

Premessa
L'industria tessile (la fashion industry) è una delle più redditizie e allo stesso tempo inquinanti della Terra. Produce un fatturato annuo di 1.500 miliardi di euro e oltre un miliardo di vestiti all’anno. Se si pensa poi che la produzione mondiale di indumenti è destinata ad aumentare del 63% entro il 2030, appare ovvio che l’industria tessile avrà un impatto sempre maggiore sull’ambiente e sull’ecosistema terrestre. In questa prospettiva stanno nascendo diverse iniziative che tendono a modificare il modo in cui è concepito il processo produttivo e di consumo nel settore tessile. Una di queste è Rétro eco à porter, un brand di moda ecosostenibile che usa tessuti biologici ed ecofriendly e tinture atossiche per confezionare artigianalmente abiti eleganti, moderni e durevoli. Come nasce Rétro eco à porter? Quali sono i vantaggi delle fibre ecologiche? Com’è possibile aumentare la sostenibilità nel settore Moda? Manuela De Sanctis, fondatrice di ‘Rétro eco à porter,’ ha risposto a queste e ad altre domande.  
 
Manuela De Sanctis: è una fashion designer all’Accademia di costume e di moda di Roma da sempre sensibile alle tematiche del biologico e dell’ecologia in genere. Dopo l’Accademia di Costume e di Moda di Roma e tre anni di lavoro nel settore commerciale per un grande showroom della capitale, ha deciso di dare vita a una linea di abbigliamento ecologica e sostenibile per donna.
 
Rétro eco à porter: è un brand di moda ecosostenibile nato nel 2010 dall’idea di Manuela De Sanctis, fashion designer all’Accademia di costume e di moda di Roma, per creare artigianalmente abiti femminili ed eco lingerie con tessuti biologici ed eco-friendly, scelti con passione presso piccoli tessutai italiani, e con tinture naturali atossiche. 

 

www.retroecoaporter.com  

  
L’intervista è stata realizzata nel mese di agosto 2017 e pubblicata nel mese di novembre 2017 sul sito www.lteconomy.it
Oggetto: Eco-sostenibilità e qualità nell’industria tessile 
 
L’intervista è stata realizzata da:
Grazia Giordano (scrittrice/ricercatrice e co-editor)
 
 

Highlight 

  •  aprire una nuova impresa di abbigliamento senza tenere conto del suo impatto ambientale nel 2010 sarebbe stato assolutamente sbagliato.

  • Il mercato dell’abbigliamento sta subendo un grosso calo delle vendite per svariati motivi e anche noi in parte lo abbiamo subito, ma se siamo ancora qui, lo dobbiamo soprattutto alle nostre scelte ecologiche.

  • Nel Nord-Italia si trova sicuramente il mercato più attento e disposto ad acquistare; anche nel Lazio in particolare su Roma i clienti sono notevolmente aumentati.  Il panorama estero è sicuramente più sviluppato, specialmente in Germania e nei paesi nord europei... In Germania c’è la più importante fiera del tessile biologico, ‘Innatex,’ che viene fatta da più di 20 anni.

  • I vantaggi si possono sicuramente sintetizzare nella realizzazione di capi: morbidi, confortevoli, traspiranti, anti odore e termoregolatori. I clienti acquistano i nostri capi e la prima cosa che ci dicono sempre è : ‘che morbido...’

  • I vantaggi per l’ambiente sono enormi, perché su questi tessuti non vengono fatti processi inquinanti, sono tinte con coloranti privi di cromo, bromo, arsenico e formaldeide. Sono spesso coltivate secondo un regime biologico...

  • Il progetto principale per il futuro è la messa in commercio del nostro campionario di Ecolingerie in cotone biologico finanziato con un bando della Regione Lazio vinto 2 anni fa. Un progetto dove sono stati creati reggiseni strutturati con coppe con un piano taglie dettagliato che va dalla B alla H.

 

 
Domanda 1. Gentile Manuela De Sanctis, grazie per essere qui con noi. Nel 2010 ha ideato Rétro eco à porter, un’impresa tessile ecosostenibile. Ci direbbe quali ragioni la hanno inspirata nel creare questa impresa, e quali sono le sue principali caratteristiche?
 
Ho sempre avuto una particolare attenzione per l’ambiente e i prodotti ecosostenibile, mi sono occupata per molto tempo di cosmesi eco-bio e faccio parte ormai da 10 anni di un Gruppo di Acquisto Solidale dove compriamo ortaggi e prodotti biologici a km-0. L’idea di creare un brand eco-sostenibile è però maturata durante il periodo di lavoro presso un grande showroom di Roma dove ho lavorato subito dopo aver concluso il percorso Accademico. Luogo dove vedevo sprechi di materiale, di imballaggi, collezioni immense anche di grandi marchi con dentro etichette made in china o in india. Così ho valutato di unire le mie passioni private con le mie competenze e realizzare un brand con bassa impronta ecologica e realizzato in Italia nel pieno rispetto del Made in Italy.  Anche perché aprire una nuova impresa di abbigliamento senza tenere conto del suo impatto ambientale nel 2010 sarebbe stato assolutamente sbagliato.
 
 
Gli abiti in bamboo di Rétro eco à porter
 
Fonte: Rétro eco à porter
 
 
Domanda 2. In particolare, può dirci a chi si rivolge la sua impresa? Quali sono i capi più richiesti? Che tipo di strategia utilizzate per la distribuzione dei vostri prodotti: diretta, indiretta e-commerce?
 
Al momento il nostro consumatore tipo è per la maggioranza il consumatore consapevole che ha già scelto il biologico nel cibo o nella cosmesi. I capi che vendiamo di più e che nel tempo hanno occupato una fetta sempre maggiore del nostro portfolio-prodotti sono i pantaloni e le magliette. Per la distribuzioneal momento abbiamo un mix tra direttaindiretta e e-commerce. Questo perché riteniamo sia importante integrare tutte e tre le combinazione al fine di per far conosce il più possibile la nostra filosofia e i nostri capi senza dover impegnare grosse somme di denaro in campagne pubblicitarie che preferiamo investire in tessuti biologici e manifattura di qualità.
 
 
Domanda 3. Il vostro è solo di un mercato di nicchia, oppure è destinato ad espandersi e ad accogliere anche nuove imprese? In quali regioni italiane e in quali Paesi nel mondo si sta sviluppando una maggiore cultura della sostenibilità nell’abbigliamento?
 
Qui in Italia l’abbigliamento ecologico è ancora legato a realtà artigianale di piccole medie imprese, è assolutamente un mercato di nicchia, ma da quando abbiamo aperto (7 anni fa) ad oggi, si sono fatti grossi passi avanti sia da parte della reperibilità dei tessuti, sia nella quantità di nuove imprese che si stanno dedicando a questo tipo di abbigliamento.  Il mercato dell’abbigliamento ha subito un grosso calo delle vendite per svariati motivi e anche noi in parte lo abbiamo subito, ma se siamo ancora qui, lo dobbiamo soprattutto alle nostre scelte ecologiche. Perché i clienti che provano i nostri prodotti non tornano più indietro e sono disposti a pagare quel quid in più per capi ecologici e di qualità. Nel Nord-Italia si trova sicuramente il mercato più attento e disposto ad acquistare, anche nel Lazio in particolare su Roma i clienti sono notevolmente aumentati.  Il panorama estero è sicuramente più sviluppato, specialmente in Germania e nei paesi nord europei, l’abbigliamento ecologico e sostenibile è ampiamente diffuso e c’è una grandissima presenza di aziende grandi e specializzate e globalizzate. In Germania c’è la più importante fiera del tessile biologico, Innatex, che viene fatta da più di 20 anni.
 
 
Le maglie di Rétro eco à porter in bamboo, lino e cotone organico
Fonte: Rétro eco à porter
 
 
Domanda 4. Per la produzione dei suoi capi, lei ha scelto di ricorrere a tinture naturali e a fibre tessili ecosostenibili (bambù, cotone biologico, lana biologica). Quali sono i vantaggi (per le persone, l’ambiente e le aziende) derivanti dall’uso di queste fibre rispetto a quelle utilizzate nell’industria tessile tradizionale?
 
vantaggi? Capi morbidi, confortevoli, traspiranti, antiodore e termoregolatori. I clienti che acquistano i nostri capi, come prima cosa ci dicono sempre: ‘Che morbido!’ Questo per sottolineare la piacevolezza al tatto che provano solamente toccandoli. I vantaggi per l’ambiente sono enormi, perché su questi tessuti non vengono utilizzati processi inquinanti, e si usano solo tinte con coloranti privi di cromo, bromo, arsenico e formaldeide. Sono spesso coltivate secondo un regime biologico e se prendiamo ad esempio la produzione del cotone convenzionale ci rendiamo subito conto del vantaggio ambientale della scelta biologica. Alla coltivazione convenzionale del cotone è destinato il 25% della produzione mondiale di pesticidi e fertilizzanti prodotti ad uso agricolo, sebbene il cotone sia solo il 3% della coltivazione mondiale agricola.
 
Gli svantaggi sono legati alla natura stessa delle singole fibre che, non essendo trattate pesantemente, sono in qualche modo ‘vive’ e reagiscono in modo diverso a seconda del modello che si deve andare a realizzare. Soprattutto spesso capita che stessi tessuti appartenenti a lotti diversi abbiano rese completamente disuguali. Ogni volta dobbiamo controllare che il tessuto non dia problemi di ritiro o cedimento eccessivo a capo finito.
 
 
Alcuni capi di Rétro eco à porter in canapa, lana biologica e cotone organico
Fonte:  Rétro eco à porter
 
 
Domanda 5. Le fibre tessili ecosostenibili presentano caratteristiche e proprietà strutturali diverse rispetto alle fibre di sintesi (es. poliestere)? Richiedono l’utilizzo di tecnologie processi di produzione particolari?
 
Molti dei processi delle lavorazioni delle fibre biologiche sono rimasti pressoché gli stessi di quelle naturali, si è ridotta solamente la quantità di agenti chimici inquinanti durante la loro trasformazione, alcuni finissaggi e soprattutto si coltivano secondo i regolamenti dell’agricoltura biologica. Stessa cosa vale per le fibre eco-friendly come la viscosa di bambù, di riso o di banano o il biopolimero Evo derivato dal ricino. 
 
Fibre come quella di eucalipto, la fibra di latte o la torba di bambù hanno invece dei processi innovativi e completamenti diversi dalla trasformazione delle altre fibre artificiali. Tant’è che alcune sono sotto brevetto, come la fibra di eucalipto scoperta e prodotta da un’azienda Americana utilizzando la cellulosa del legno degli eucalipti attraverso un processo che permette il riutilizzo degli scarti più volte, venduta con il nome commerciale di Tencel.
 
 
Domanda 6. L’Italia ha conosciuto un passato glorioso nella coltivazione di fibre tessili naturali e vantava un primato mondiale nell’essere la prima nazione al mondo produttrice di canapa di qualità. Cosa ha portato alla crescita delle fibre sintetiche in sostituzione di quelle naturali?
 
La vittoria delle fibre sintetiche su quelle naturali a mio avviso è abbastanza semplice e possiamo ridurle a tre grandi motivazioni: 1) costava di menoprodurle; 2) erano più versatile e; 3) soprattutto permetteva di produrre tessuti e di conseguenza capi molto più economici alla portata di tutti. Sono state una grande rivoluzione, da un solo materiale si potevano produrre moltissimi tipi di filati e tessuti, molti dei quali simulavano esteticamente perfettamente quelli naturali con un costo nettamente inferiore.  Se pensiamo all’elastam e a come ha stravolto il concetto dell’abbigliamento, dei costumi e dell’intimo direi che è chiaro che era una battaglia impari. 
 
 
L'Ecolingerie di Rétro eco à porter con fibra di latte, cotone organico ed elastane
Fonte: Rétro eco à porter
 
 
Domanda 7. Quali sono i suoi progetti per il futuro? Pensa di estendere la sua produzione verso altre fibre naturali ecosostenibili che si stanno negli ultimi anni riscoprendo (canapa, lino, ortica, eucalipto? Ritiene che ci sono passi ancora da fare e problemi da risolvere per aumentare la sostenibilità nell’intera filiera tessile?
 
Il progetto principale per il futuro e la messa in commercio del nostro campionario di Ecolingerie in cotone biologico finanziato con un bando della Regione Lazio vinto 2 anni fa. Un progetto dove sono stati creati reggiseni strutturati con coppe con un piano taglie dettagliato che va dalla B alla H.
 
Il lino è sempre presente nelle nostre collezioni estive mentre la canapa la utilizziamo molto perché abbiamo notato che le nostre clienti preferisco altre tipologie di tessuto. L’ortica e l’eucalipto invece stiamo cominciando ad usarle; in particolare l’ortica che dà ai capi un bellissimo effetto simile alla seta. Per quanto ci riguarda, crediamo che la sostenibilità della nostra filiera sia al massimo; gli unici passi che ci aspettiamo sono investimenti da parte delle aziende tessili nella ricerca e nello sviluppo di sempre più  tessuti in filati ecologici e biologici che ci possano permettere di ampliare la nostra offerta.
 
 
 
 
 

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